viernes, 8 de junio de 2007

DIONISO

DIONISO

God of the wild nature
toro, cavalli selvaggi, leopardo, leone, buio

god in delirium (Mainomenos)
Lo strano Straniero
agos(macchia), orgia, mania (follia), epidemia,xenos,
rhyton (vaso dionisiaco per bevande) pharmakon
choreia (danza) katharsios (el dio che libera) Lysios

a journey to the end of the night


...personaggio di errabondo e di eterno straniero...Attorno a cui si costituisce il tiaso, la piccola banda infeudata solo a se stessa che si organizza al ritmo della trance al servicio di Bacco. p.19

...Dioniso si presenta sempre sotto la maschera dello straniero. È il dio che viene dal di fuori: arriva da un altro luogo. p15

...la mania come uno stato che sta tra la malattia e la colpa. La follia rientrava nella competenza dell'indovino, del mago e del purificatore secondo tecniche concorrenti o miste: incantesimi, erbe medicinali, danza caribantica o sangue purificatore versato sulla testa. Nel delirio, nella mania dionisiaca c'è qualcosa dímpuro, direttamente imputabile al fatto di essere fuori di sè...Una sorta di macchia che ne reclama unáltra,così presente nella fosca pazzia da Licurgo ad Agave: l'ímpurità generata dal delitto, le mani sporche dell'infanticidio. p.31

...Una maschera emerge dal profondo dal mare, un viso sconosciuto appare in mezzo allo spazio marino che è una sorta di al di là. È un'immagine che propone un enigma, un'effige da decifrare, una potenza ignota da identificare...Diverso nel senso che c'è su questo volto qualcosa di strano e di straniero, in conformità del doppio significato del termine xenos. Quello di straniero, in primo luogo: che non designa il non-greco, il barbaro dal linguaggio incomprensible, ma il cittadino di una comunità vicina. Il xenos è tale per via della distanza che separa due città:nei loro sacrifici, nelle loro assemblee, nei loro tribunali. Per essere chiamato xenos uno straniero deve dunque appartenere al mondo greco idealmente costituito dall'insieme degli uomini che hanno << lo stesso sangue, la medesima lingua, santuari e sacrifici comuni>>

..È il Dioniso katharsios, il dio che libera, Lysios, com'è chiamato a Tebe. Di nuovo è in compagnia della madre Semele, ma in un tempio situato presso le porte della città, nel luogo detto le Porte delle figlie di Preto. Un Dionisio dei limiti dello spazio urbano che domina dalla sua posizione di Cadmeios: potenza delle <> p.35

...Dioniso trascina Licurgo fino ai limiti della sua follia e ritorce contro l'ínvasato il suo desiderio di violenza e di delitto... p.22

...Dioniso si presenta come un demone straniero, un xenikos daimon, un idolo trasportato nel suo cassone da un re altrettanto straniero, doppiamente xenos... p.17

...Attraverso la maschera che gli conferisce la sua natura epifanica di Dio che senza posa oscilla tra la presenza e l'assenza. È sempre uno straniero, una forma da identificare, un viso da scoprire, una maschera che tanto lo nasconde quanto lo rivela. p.18

...<< Dei pescatori di Metimna pescarono con le loro reti in mare aperto una maschera (prospon) di legno d'olivo. Il suo aspetto aveva qualcosa di divino, ma anche di strano e di straniero che non si addiceva, d'altra parte... p.15


...Bacco è un dio viviente, a Dionisio, invence,oggi si associa una sfumatura vagamente dotta. Quando da qualche parte si beve, a ogni libagione la sua giovanezza si rinnova... p.3

Dioniso che afferra brutalmente la sua preda facendola oscillare, trasciandola nella follia, nel delitto, nella sozzura...nella parusía dionisiaca p.5

...il dionisismo si presenta come una 'epidemia'...come un épidemia di danze convulse...E per certo la follia dionisiaca porta in sé una capacità di contagio grande...
p.9,10

Dioniso è per eccellenza il Dio che viene: appare, si manifesta, viene a farsi riconoscere. Epifane itinerante, Dioniso organizza lo spazio in funzione della sua attività deambulatoria.La sua effige cade dal cielo, il suo battello si staglia allórizzonte del mare;alla testa di una pattuglia di donne dà l'assalto alla porte della città... (p.11)

Dioniso, divinità senza posa, forma eternamente mutevole, non è mai sicuro di essere riconosciuto, perchè porta in giro, tra città e villagi, la strana maschera di una potenza che non somiglia a nessun'altra...L'andar errando gli è troppo connaturato perchè il suo arrivo, quel suo andare e venire, possano confodersi con quelli degli altri. p.12